Uno degli obiettivi principali dell’analisi di bilancio è misurare il grado di equilibrio finanziario di una società.

In altre parole l’obiettivo per gli analisti è rispondere a queste domande:
1) la società è in grado di restituire tutti i propri debiti in scadenza senza incorrere in una crisi di liquidità?
2) per fare fronte ai propri impegni in scadenza, lo società sarebbe costretta a vendere parte delle scorte di magazzino o potrebbe onorare le scadenze senza dover intaccare gli stock?
3) la società è indipendente finanziariamente o può subire l’influenza pesante di qualche finanziatore importante?
4) c’è il rischio che la società debba addirittura disinvestire parte dei propri assets (investimenti) per fare fronte agli impegni?
Per rispondere a queste domande bisogna prima riclassificare lo stato patrimoniale secondo lo schema “fonti-impieghi”.
Successivamente ci viene in aiuto la “matrice Gambel”, un ottimo strumento messo a punto da Edoardo Luigi Gambel, noto consulente ed esperto di Corporate Governance nonchè formatore e scrittore di svariati libri sull’analisi di bilancio.
La “matrice Gambel” fornisce 3 margini di equilibrio:
- 1) il margine di tesoreria
- 2) il margine del circolante
- 3) il margine di struttura
Ogni margine individua l’equilibrio finanziario della società in relazione al tempo:
- 1) equilibrio di breve periodo
- 2) equilibrio finanziario di medio periodo
- 3) equilibrio finanziario di lungo periodo
La forza della “matrice Gambel” consiste nell’estrema semplicità e chiarezza oltre che alla capacità di fornire anche una dimensione “quantitativa” di ogni singolo equilibrio.
Vi invito pertanto alla visione del video, nel corso del quale applicherò la “matrice Gambel” all’analisi del bilancio della ditta produttrice di caffè “Casa del caffè Vergnano spa”.