
La domanda è sempre la stessa: perché nonostante la mia impresa guadagni, il saldo del conto corrente bancario è sempre basso?
Per rispondere a questa domanda non serve il budget, il controllo di gestione od il business-plan https://youtu.be/g3mcGI0WGow.
Bisogna avere però nozione di bilancio e soprattutto conoscere il significato della “dimensione economica” e della “dimensione finanziaria” della gestione.
La “dimensione economica” riguarda i COSTI ed i RICAVI. I COSTI sono quegli oneri che ogni impresa deve sostenere per realizzare un prodotto o un servizio. I RICAVI sono invece i proventi ottenuti dalla vendita del prodotto o del servizio realizzato. Nel bilancio l’ aspetto economico è sintetizzato dal documento PROFITTI E PERDITE. L’UTILE infatti è una componente economica data dalla differenza tra costi e ricavi.
Spesso si confondono i COSTI con i PAGAMENTI ed i RICAVI con gli INCASSI. Ma tra costi e pagamenti e ricavi ed incassi esiste normalmente uno sfasamento temporale.
La “dimensione finanziaria” riguarda invece i flussi (entrate ed uscite) e le consistenze di denaro di qualsiasi natura che intervengono nella gestione. Tratta quindi di FONTI ed IMPIEGHI finanziari, di ATTIVITA’ e di PASSIVITA’. Nel bilancio il documento che sintetizza gli aspetti finanziari della gestione si chiama STATO PATRIMONIALE. Il SALDO BANCARIO è una componente finanziaria data dalla differenza tra il saldo iniziale ed i flussi in entrata ed in uscita.
Fatta questa doverosa premessa, vediamo adesso quali sono i 3 principali motivi che impediscono una trasmissione diretta degli utili sul saldo del conto corrente bancario:
- Lo SFASAMENTO TEMPORALE è il primo motivo: la componente economica (costi e ricavi ed utile) sono quasi sempre antecedenti (o al limite contestuali) a quella finanziaria (pagamenti ed incassi);
- Esistono costi e ricavi privi della dimensione finanziaria. Un esempio di costo senza dimensione finanziaria sono gli ammortamenti. Invece un esempio di ricavo privo della dimensione finanziaria è rappresentato dalle “capitalizzazioni di costi”, ossia da quei ricavi generati da attività interne di carattere pluriennale come per esempio le manutenzioni straordinarie;
- Il terzo, e forse, più importante motivo è legato al fatto che il saldo bancario è influenzato non solo dalla componente economica (utili/perdite) ma anche da altri fattori esterni alla dimensione economica come investimenti; finanziamenti; prelievi dei soci; rimborso di mutui o prestiti; variazioni negli stock di magazzino. Tutte questi flussi finanziari ed altri intervengono direttamente sul saldo bancario facendogli perdere ogni legame con la dimensione puramente economica della gestione.
Al fine di evitare problemi di carenza di liquidità o addirittura di vera e proprie crisi di insolvenza non basta quindi tenere sotto controllo la dimensione economica, ma bisogna monitorare strettamente anche quella finanziaria. Non è raro infatti il caso di imprese con fiorenti utili economici costrette a chiudere per crisi finanziarie.
Gli strumenti a disposizione sono molteplici. I principali però sono 3:
- Il budget finanziario: per vedere le esigenze finanziarie future;
- la gestione di tesoreria: per controllare le esigenze immediate;
- il rendiconto finanziario: per esaminare i flussi finanziari passati.
Guardate l’esempio del video seguente: